Il lato oscuro del Nepal

di Marco Sadori

Disteso ai piedi dell'Himalaya, il Nepal riposa nei suoi paesaggi mozzafiato e antichi templi, percorso dai sentieri più belli del mondo. Un paese che da sempre esercita un certo fascino nell'immaginario degli Occidentali, ma attarverso le sue pieghe, un'ombra sottile, oscura, si snoda fin sotto la sua pelle

Il lato oscuro del Nepal

di Marco Sadori
Testo a cura di Andrea Mancuso

Disteso ai piedi dell'Himalaya, il Nepal riposa nei suoi paesaggi mozzafiato e antichi templi, percorso dai sentieri più belli del mondo. Un paese che da sempre esercita un certo fascino nell'immaginario degli Occidentali, ma attarverso le sue pieghe, un'ombra sottile, oscura, si snoda fin sotto la sua pelle

La grandiosità della catena himalayana con i suoi imponenti ghiacciai. Gli straordinari siti della valle di Kathmandu, da Bhaktapur a Patan. La tranquilla Pokahara sulle rive del lago Phewa, i villaggi sherpa con le loro tradizioni intatte. Lumbini, il luogo di nascita di Buddha, gli affascinanti riti religiosi delle due grandi culture hindu e buddista, che convivono serenamente. Al tempo stesso, questo piccolo paese, stretto come in una morsa tra la Cina e l’India, ha un lato oscuro che si annida negli anfratti, dietro ad ogni angolo. Osservando meglio la capitale Kathmandu, ci si accorge delle condizioni di vita dei suoi abitanti, tutto fuorché confortevoli. Al calar della sera, oltre gli hotel di lusso, parte della città rimane al buio senza elettricità, trasformandosi in un luogo desertico e spettrale. Girare di notte per le strade della città, illuminate soltanto dai deboli fasci di luce dei telefoni cellulari e dagli abbaglianti delle automobili, è un’esperienza indimenticabile. Le strade del centro di Kathmandu sono spesso ricolme di indigenti. I poveri a volte sono accasciati a terra a chiedere l’elemosina o altre volte trovano riposo sulle scalinate di un tempio. Oppure all'interno di una delle tradizionali locande, dalle condizioni igeniche spesso precarie, dove per meno di un euro si può consumare un piatto di momo (ravioli locali) caldi e una tazza di tè. Secondo l’Asian Development Bank: “più di un quarto della popolazione in Nepal vive sotto la soglia della povertà”. Data questa situazione la gente cerca di superare le difficoltà in differenti modi. C’è una piccolissima parte della popolazione che riesce a raccogliere i soldi necessari per emigrare all’estero. Chi rimane si arrangia come può: se da un lato prolifera il lavoro nero dei venditori ambulanti, dall’altro le donne più giovani diventano bersagli vulnerabili per attività illecite legate al sesso, raggirate con false promesse, per poi essere spedite verso l’India (o in altri Paesi) per essere costrette a prostituirsi. “Siamo qui, nell’oscurità, sospesi tra la poesia delle lucciole e il fuoco divampante delle stelle.” (Susanna Tamaro)


SCHEDA AUTORI
Marco Sadori - www.marcosadori.com
Fotocamera: Nikon D610
Obiettivo: 50mm

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