L'isola che non c'è

di Mirko Prosseda

L’associazione Ararat ha sede nel quartiere Testaccio della capitale ed è il punto di riferimento della diaspora curda a Roma. E’ sede di eventi e di attività di accoglienza e sostegno per profughi, non solo curdi. Ora la sede è a rischio sgombero per una decisione del Comune di Roma

L'isola che non c'è

Fotografie di Mirko Prosseda
Testo a cura di Simone Luchessa

L’associazione Ararat ha sede nel quartiere Testaccio della capitale ed è il punto di riferimento della diaspora curda a Roma. E’ sede di eventi e di attività di accoglienza e sostegno per profughi, non solo curdi. Ora la sede è a rischio sgombero per una decisione del Comune di Roma

Il Kurdistan è un vasto altopiano situato inl Medio Oriente. E' un territorio abitato prevalentemente da curdi, ma che è politicamente diviso tra Turchia, Siria, Iraq, Iran e in misura minore Armenia

I curdi sono circa 30 milioni e costituiscono uno dei più grandi gruppi etnici privi di un territorio nazionale. Per oltre un secolo molti curdi hanno lottato politicamente e militarmente per un Kurdistan indipendente o perlomeno autonomo, tuttavia i governi degli stati che li ospitano si sono sempre opposti all’idea di uno Stato curdo e perfino alla concessione di un’autonomia politica e culturale.

Durante gli anni novanta l’Italia è terra di transito per i rifugiati curdi che fuggono dalle persecuzioni e dalle stragi dell’esercito turco; dopo alcuni tentativi in altre aree della città riescono ad occupare nel maggio del 1999 una palazzina abbandonata dell’Ex Mattatoio di Testaccio a Roma.

Viene fondata l’associazione Ararat, dal nome del monte omonimo dove, secondo la Bibbia, è approdato Noè dopo il diluvio universale. Lo stesso nome aveva il barcone che il 26 dicembre del 1997 si incaglia davanti alla spiaggia di Badolato Marina, in Calabria, su cui viaggiavano oltre 800 curdi che trovarono rifugio in un paese quasi completamente spopolato.

Al posto del vecchio edificio dismesso gli attivisti italiani e curdi realizzano un centro autogestito che svolge diverse funzioni: accoglienza, produzione culturale, mutuo soccorso. Sono migliaia i migranti che nel corso degli anni trovano rifugio ad Ararat. Non ci sono numeri certi, ma si parla di almeno 10.000 persone tra il 2005 e il 2010. Sono soprattutto curdi, ma non solo, e le porte sono aperte a chiunque abbia bisogno di un rifugio e sia rispettoso delle regole interne.

La convivenza del centro con la capitale non è sempre stata facilissima e ancora oggi il suo futuro e la possibilità di poter restare nella struttura sono a rischio, a seguito di una decisione del Comune di Roma che ha deciso lo sfratto dell’associazione dalla storica sede.


SCHEDA AUTORE
Mirko Prosseda - mirkoprosseda.com
Fotocamera: Canon EOS 60D
Obiettivo: Canon EF 24-105mm f/4 L IS USM

LINK
dinamopress.it
retekurdistan.it
peacelink.it


Il reportage



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