East

di Benedetta Ristori

Il viaggio analogico di Benedetta Ristori lungo la penisola balcanica, attraverso le colossali macerie di un passato ancora vivo

East

Fotografie e testi di Benedetta Ristori
A cura di Davide Barbera

Il viaggio analogico di Benedetta Ristori lungo la penisola balcanica, attraverso le colossali macerie di un passato ancora vivo

L'insieme delle espressioni artistiche di una società ne rappresenta sempre, in qualche modo, anche lo specchio. L'arte si fa portavoce dello spirito del tempo e lo incarna alla perfezione tramite le sue opere, diventando metafora di un determinato periodo storico. Talvolta agisce ad un livello ancora più universale, arrivando a fondere le fattezze del manufatto con l'identità di un popolo intero: si pensi alla Tour Eiffel dei francesi, alla Statua della Libertà in USA, al nostro Colosseo. Andando oltre il dato puramente estetico, a colpirci è l'esperienza di leggere in quei monumenti (dal verbo latino “monère”, “ricordare”) la sintesi perfetta di un racconto. Se per Hitchcock “il cinema è la vita senza le parti noiose”, allo stesso modo queste icone del tempo ne tralasciano il senso cronologico e mutano in polaroid che immortalano i momenti da tenere a mente, le rivolte, i cambiamenti. Istantanee monolitiche che raffigurano gli ideali e i sogni dell'era alla quale appartengono.

In questa direzione sembrano muoversi gli Spomenik (dalla radice “spomin”, “memoria” in lingua serbo-croata), monumenti sorti tra gli anni '60 e '80, durante il periodo di unificazione della Jugoslavia per mano del dittatore Josip Tito. Puntellano il racconto East della fotografa romana Benedetta Ristori, frutto di un viaggio tra Bulgaria, Bosnia-Erzegovina e Croazia; ne costituiscono il leitmotiv, danno ritmo alla narrazione in un continuum di rimandi tra il passato della penisola balcanica ed il suo presente, ormai popolato da segni e da simboli per certi versi insospettabilmente simili a quelli occidentali. A ironico suggello di questa contaminazione si intravede un murales, alla base di uno spomenik, con la scritta “Enjoy Communism” che ricorda lo stile grafico del marchio Coca-Cola.

In un paio d'anni tra il 1989 e il 1990, scompaiono le linee di confine tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica, crolla il Muro di Berlino e con esso la concezione di un mondo diviso in due da una cortina di ferro. Quello che rimane è un paesaggio a tratti lunare, dove manipoli di abitanti si alternano a cattedrali nel deserto: un'edicola-tabaccheria, un bar, entrambi coperti da una coltre di neve che ne accentua il senso di sospensione nel tempo e nello spazio. E ritornano gli spomenik ad assolvere il ruolo di promemoria, commemorando le vittime nei campi di concentramento e la rivolta dell'esercito partigiano di Tito in opposizione all'occupazione nazista. All'indomani della rivoluzione i totem erano parte di un programma celebrativo, che vedeva al suo centro un paese senza classi guidato dal socialismo, un popolo jugoslavo unito da sentimenti di fratellanza e privo al suo interno di tensioni etniche. Questi monumenti, per volere dello stesso Tito, si distaccavano dalla retorica del realismo sovietico dell'epoca – stile figurativo incentrato perlopiù sul mito dell'eroe-operaio – per abbracciare il post-modernismo e il brutalismo (da “béton brut”, “cemento a vista”) di Le Corbusier. Altari laici che superavano le divisioni etniche e promuovevano i valori della repubblica riunificata. In questo modo l'intento di mostrare la forza della spirito socialista passa attraverso un astrattismo composto, tra gli altri, da forme organiche, petali e cristalli.

Architettura, paesaggi e persone vengono ritratti in diverse stagioni, dall'estate all'inverno, al fine di mostrare tutte le sfaccettature di queste terre, nel tentativo di approfondirne la conoscenza e indagarne l'estetica. Infine, con un linguaggio che strizza l'occhio all'oggettività tedesca dei coniugi Bernd e Hilla Becher, la Ristori si avvale dell'esclusivo utilizzo di fotocamere analogiche per accrescere il velato sentimento di nostalgia che permea l'intero lavoro.


SCHEDA AUTORE
Benedetta Ristori - benedettaristori.com
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