Un'estate fa

di Fabio Gubellini

Le colonie, intese come strutture situate in contesti marini o montani, destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono in Toscana nella prima metà del XIX secolo

Un'estate fa

di Fabio Gubellini

Le colonie, intese come strutture situate in contesti marini o montani, destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono in Toscana nella prima metà del XIX secoloo

Durante il Fascismo, le colonie diventano il fiore all'occhiello del programma igienista del Regime, ed oltre allo scopo ludico e ricreativo, assumono anche quello propagandistico. Per questo motivo durante il Ventennio viene intensificata l'attività delle colonie estive con la costruzione di nuove moderne strutture. In questo contesto vengono interpellati i migliori architetti ed ingegneri per progettare e realizzare nuove colonie estive che racchiudano tutte le innovazioni tecnologiche del periodo. Così, dalle classiche strutture a padiglioni in mattoni con faccia a vista, si passa alla costruzione di edifici dalle linee geometriche rigorose in stile razionalista e viene introdotto l'utilizzo del cemento armato. Oltre alla variazione di stile architettonico, viene data molta enfasi all'ottimizzazione degli spazi interni, alla progettazione degli impianti idrotermici ed elettrici e all'adozione di criteri di progettazione antisismici. Oggi, in gran parte, queste strutture risultano abbandonate al proprio destino. Solo la colonia Agip di Cesenatico viene ancora utilizzata per lo scopo per cui era stata progettata. Gli spazi della colonia Principe Umberto di San Benedetto del Tronto sono utilizzati per alcuni corsi di laurea dell'Università di Camerino, mentre la Colonia Le Navi di Cattolica ospita un acquario. Il resto delle strutture è abbandonato al proprio destino, nei migliori dei casi ci sono in piedi progetti di riqualificazione, mentre per altre si aspetta che crollino per liberarsi da scomodi vincoli architettonici e poter riedificare liberamente.

“Un'estate fa” è un viaggio nel passato, una presa di coscienza dello stato di conservazione delle principali colonie estive in stile razionalista.

Queste strutture, nel secolo scorso meta di vacanza, ora sono spazi sottoutilizzati o abbandonati, ricordo di un passato scomodo e senza un futuro certo. L'intento di questo percorso fotografico è quello di sensibilizzare più persone possibili alla valorizzazione di questo importante patrimonio architettonico. La speranza è che la maggior parte di queste colonie possa essere riqualificata secondo criteri che rispettino gli originali progetti, affinché in questi luoghi si possano tornare a svolgere quelle attività ludiche e ricreative per i quali erano stati concepiti.

Nel progetto sono presenti immagini dei seguenti luoghi:

Colonia Monopoli di Stato a Milano Marittima
Progettata dall’architetto Eugenio Faludi, la colonia marina della Montecatini fu inaugurata il 24 agosto del 1939. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i Monopoli di Stato assunsero il controllo del complesso edilizio e decisero di rimetterlo a nuovo nel 1952, con la riapparizione della torre, seppur di altezza inferiore rispetto a quella originaria. La struttura fu utilizzata come colonia fino al 1998.

Colonia Agip a Cesenatico
Di proprietà dell'Azienda Generale Italiana Petroli fin dalla sua costruzione, avvenuta nel 1938, la Colonia Sandro Mussolini è stata progettata dell’architetto Giuseppe Vaccaro. La colonia è ancora proprietà dell'Agip ed è uno dei rari esempi in cui la struttura, ancora in buono stato di conservazione, viene utilizzata per lo scopo per cui era stata originariamente progettata.

Colonia Novarese a Miramare
Edificata nel 1934, tutt'ora è considerata un vero e proprio gioiello dell'architettura moderna. La struttura venne utilizzata fino agli inizi degli anni Sessanta, da allora è abbandonata.

Colonia Reggiana a Riccione
La colonia è stata realizzata nel 1934 sotto la committenza dei fasci combattenti di Reggio Emilia ad opera dell'ingegner Costantino Costantini. Attualmente la colonia è in stato completo d'abbandono.

Colonia Le Navi a Cattolica
Per il progetto del 1934 della colonia XXVIII ottobre a Riccione, l'architetto Clemente Busiri-Vice si ispira ad una flotta navale. Il complesso è stato abbandonato nel dopoguerra. In parte restaurato nel 2000 per dare spazio all’Acquario Le Navi.

Colonia Roberto Farinacci a Cremona
La colonia venne realizzata su volere dell'ospedale di Cremona per scopo elioterapico dall'ingegner Carlo Gaudenzi. Alcuni spazi della struttura vennero utilizzati da associazioni sportive fino all'alluvione del Po dell'anno 2000. Nel 2014 il Comune di Cremona ha pubblicato un bando di concorso per la riqualificazione, ma fino ad oggi non si è concretizzato niente.

Colonia Stella Maris a Montesilvano
Il progetto è opera dell'architetto Francesco Leoni che, nel 1939, scelse l'aeroplano come motivo ispiratore per le forme della colonia. È stata riqualificata tra il 2004 ed il 2006, ma i lavori non sono mai terminati, ad oggi la struttura è inutilizzata.

Colonia Principi di Piemonte a Lido di Venezia
La colonia Principi di Piemonte è opera dell'architetto Daniele Cabali. Realizzata tra il 1936 ed il 1937 è caratterizzata a livello stilistico da un lungo porticato a volte che collega l'edificio principale agli edifici secondari. Ora è in stato di completo abbandono.

Colonia montana a Rovegno
La colonia è stata progettata dall'ingegner Camillo Nardi Greco tra il 1933 ed il 1934. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 la colonia divenne sede del locale comando dei partigiani. La struttura fu utilizzata anche dopo la Seconda Guerra Mondiale come colonia fino agli anni Sessanta. Attualmente è in stato di completo abbandono.

Colonia Varese a Milano Marittima
Progettata e realizzata dall'ingegner Mario Loreti venne utilizzata come colonia solo nell'estate del 1939. Nel dopoguerra furono avviati dei lavori di ristrutturazione che non furono mai terminati.  Nel corso del tempo la colonia Varese è stata utilizzata come set di due film: “La ragazza di latta” di Marcello Aliprandi del 1970 e “Zeder” di Pupi Avati del 1983.


SCHEDA AUTORE
Fabio Gubellini - fabiogubellini.it
Fotocamera: -
Obiettivo: -

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