Cuba, adelante!

di Michel Gustavo Martinez Guerra

Il lavoro fotografico di Martinez Guerra racconta la Cuba vista con gli occhi di un figlio. “Il tropico dona la sua luce”. Nelle sue immagini protagonista indiscusso l’elemento umano

Cuba, adelante!

Fotografie di Michel Gustavo Martinez Guerra
Testo a cura di Veronica Molese e Giulio Di Meo

Il lavoro fotografico di Martinez Guerra racconta la Cuba vista con gli occhi di un figlio. “Il tropico dona la sua luce”. Nelle sue immagini protagonista indiscusso l’elemento umano

Michel Gustavo Martinez Guerra da piccolo riproduceva, con tratti infantili, gli eroi animati della televisione e del cinema. Per gli amici era il bambino che dipingeva meglio a scuola. Per la famiglia diventò presto chiaro che il suo interesse primario, oltre a correre lontano da casa per giocare a scacchi nel parco più vicino, erano le arti visive e il disegno.

L’inquietudine crebbe con la lettura di un opuscolo sulla storia della fotografia. Scoprì la magia di come, attraverso una lente, fosse possibile perpetuare i momenti nella storia del genere umano. “Il documento perfetto, perché un’immagine parla più di cento parole”. Iniziò così a prendere sul serio quell’interesse e a stupirsi delle possibilità di una vecchia e polverosa fotocamera a pellicola Minolta, eredità del vecchio campo socialista che aveva conservato la sua ragazza dell’epoca.

Pur continuando a dipingere e a lavorare con il disegno e gli audiovisivi per la televisione locale, la voglia di fotografare di Michel non si smorzava. Cominciò quindi a scovare immagini in tutte le zone della sua piccola città e nei campi vicini. Pinar del Rio, nota per la sua bellezza rurale e l'ospitalità dei suoi agricoltori, gli ha offerto ritratti dei contadini dai volti nobili, degli amici nelle loro lunghe dissertazioni filosofiche notturne su come migliorare il mondo, della sua ragazza addormentata, dei ragni che faticosamente tessono nel fondo della notte. Tutto, assolutamente tutto, pensava, si vedeva meglio attraverso la lente. A volte si dedicava all’astrazione, ma alla fine tornava sempre all’antropologico, all’essere umano.

La prima serie che ha mostrato pubblicamente in una Sala d’Arte locale era composta da una dozzina di autoritratti. Immagini che parlavano dell’epopea storica del suo Paese, un omaggio agli eroi protagonisti della lotta per la liberazione cubana, da cui son stati tratti un audiovisivo e una serie di opere interattive che hanno incontrato l’interesse del pubblico. Queste sono le ultime immagini che il fotografo ha scattato con entrambe le braccia. Nel 2014 è stato colpito da un tumore al gomito destro e l’unica soluzione per salvargli la vita è stata amputare l’arto. Oggi è conosciuto come il fotografo da un braccio solo, che tiene la macchina fotografica in un modo tutto suo, perché è diventato per natura e per forza mancino.

Per il suo progetto comincia a viaggiare con uno zaino e la sua nuova fotocamera digitale, acquistata attraverso la vendita di uno dei suoi quadri. In ogni paesaggio cerca di cogliere l’uomo che lo interpreta al meglio. Il lavoro fotografico di Martinez Guerra racconta la Cuba vista con gli occhi di un figlio. “Il tropico dona la sua luce”. Protagonista indiscusso l’elemento umano.

In particolar modo, il fotografo viene catturato dal mondo del tabacco, “appassionante per chiunque abbia modo di vedere il processo manifatturiero”. La semina, la raccolta, la selezione, la torsione: tutta la lavorazione fatta a mano. Uomini e donne cominciano le loro giornate seduti su una panca, per ottimizzare la produzione. Le loro mani iniziano progressivamente a inebriarsi con l’essenza delle foglie di tabacco, selezionate precedentemente. In una parte della stanza il “lettore” permette loro di conoscere le notizie del giornale, sceglie testi di storia, opere letterarie o temi generali leggendoli mentre gli altri continuano a lavorare. Alcune donne vanno a lavoro come fosse una festa, con le unghie lunghe e dipinte, con orecchini e gioielli, altre invece coprono i capelli per proteggerli. Gli uomini, con orgoglio, non si vergognano di fare un lavoro che tradizionalmente fanno le donne. Il prodotto arriva poi nei negozi per essere venduto ai clienti che lo degustano, spesso però ignorando la storia che c’è dietro al tabacco.


SCHEDA AUTORE
Michel Gustavo Martinez Guerra - Contatta Michel via FB
Fotocamera: Canon 550D
Obiettivo: Canon EF-S 18-55mm

LINK
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Il reportage



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