Friendly fire

di Mattia Micheli

Pistole, fucili da caccia, armi sportive e da collezione, si calcola che in Italia ve ne siano legalmente oltre 2 milioni. Ma quanto sappiamo della passione che lega le singole persone a questo mondo?

Friendly fire

di Mattia Micheli
Testo di Andrea Mancuso

Pistole, fucili da caccia, armi sportive e da collezione, si calcola che in Italia ve ne siano legalmente oltre 2 milioni. Ma quanto sappiamo della passione che lega le singole persone a questo mondo?

Se pensassimo alle armi da fuoco, una delle prime immagini che probabilmente verrebbe in mente a molti, sarebbe la prima scena del film Lord of War in cui, con estrema naturalezza, Yuri Orlov – alias Nicolas Cage - afferma: «Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione nel mondo. Significa che c'è un'arma da fuoco ogni dodici persone nel pianeta. La domanda è: come armiamo le altre undici?».

L’immane quantità di proventi che ruota attorno al mercato mondiale delle armi è nota a tutti. Restringendo il campo al nostro paese, vediamo che l'Italia è tra i maggiori esportatori a livello globale di armi leggere, loro componenti e munizioni, con la Beretta come fiore all’occhiello. Tuttavia i possibili interrogativi sull’argomento sono molteplici: quali sono le motivazioni che spingono un individuo a voler detenere un’arma da fuoco? Da dove o da cosa deriva l’attrazione che esse esercitano su chi vuole impugnarle? Come è regolamentato il fenomeno dallo Stato? In Italia più che in altri paesi, la legge è molto rigida: il possesso legale di un arma passa necessariamente attraverso il rilascio di una licenza la cui validità varia da sei mesi per uso sportivo a un anno per difesa personale. Per ottenere il «porto d’arma» è necessario essere maggiorenni, occorre un certificato di idoneità psico-fisica, una fedina penale pulita e una «ragione valida e motivata» che ne giustifichi la richiesta.

Attraverso il progetto Friendly Fire, il fotografo Mattia Micheli, cerca di rispondere a queste e molte altre domande indagando i vari ambiti sociali in cui si esplicita il rapporto tra italiani e armi: dalla caccia, ai poligoni di tiro, nello sport e nelle usanze folkloriche, anche attraverso storie personali. Un lavoro lungo tre anni che lo ha portato a visitare poligoni pubblici e privati, convention e case di appassionati in varie regioni d’Italia. Quello che emerge è un interesse senza distinzioni di età, per cui molto spesso la famiglia gioca un ruolo decisivo, così come la voglia di emulare il modello americano.

Una passione quella per le armi da fuoco che, da nord a sud, influenza anche le molte rievocazioni storiche e alcuni caratteristici riti tradizionali, come ad esempio a Oliena, un paese in provincia di Nuoro, dove la mattina di Pasqua l’incontro di due cortei religiosi, uno con la statua del Cristo e l’altro con quella della Madonna, viene festeggiato dai partecipanti sparando in aria migliaia di colpi di fucile. Le foto riportate di seguito sono solo una piccola parte di un progetto ben più ampio, che fa luce su un argomento ancora poco noto, su un mondo facile da ignorare per chi non ne fa parte.


SCHEDA AUTORE
Mattia Micheli - www.mattiamicheli.com
Fotocamera: Hasselblad cm 503
Obiettivo: Zeiss Planar 80mm 2.8, Distagon 60mm 3.5

LINK
huffingtonpost.it
ilfattoquotidiano.it
opalbrescia.org
lastampa.it
gunpolicy.org


Il reportage



BACK