Migranti

di Vincenzo Montefinese

Le immagini dei migranti ospitati a Taranto in strutture di emergenza del tutto inadeguate in attesa di una nuova destinazione

Migranti

di Vincenzo Montefinese

Le immagini dei migranti ospitati a Taranto in strutture di emergenza del tutto inadeguate in attesa di una nuova destinazione

Il 18 ottobre del 2013 il governo italiano dà inizio all’operazione umanitaria e militare Mare Nostrum. Nell’estate del 2014 gli arrivi via mare sono stati 150.000 circa. I migranti arrivano dall’Africa subsahariana, Tunisia, Marocco, Egitto, Siria, Eritrea, Somalia, Nigeria, India e Sri Lanka. Fuggono dalle guerre, dalle dittature, dalle persecuzioni religiose, dalla fame. Per la maggior parte l’Italia è solo una terra di passaggio, per altri la meta finale del loro viaggio disperato. La città di Taranto ha ospitato 15.000 persone, distribuite fra il Pala Ricciardi, palestra abbandonata, e l’ex Mercato Ortofrutticolo, anch’esso in stato di abbandono da anni. Nonostante l’impegno di volontari e attivisti della città, la sensazione precarietà è evidente e disarmante: in questi non luoghi transitano migliaia di migranti che a volte ci vivono per lunghi ed estenuanti periodi, in attesa di altre destinazioni. Nell’autunno 2014 i centri di accoglienza sono stati chiusi ma nell’aprile 2015 la palestra Pala Ricciardi è stata riaperta per far fronte all’accoglienza dei nuovi flussi migratori. Mare Nostrum invece è stata sostituita nel novembre 2014 dall’operazione Triton di Frontex, il programma a guida UE che punta al controllo delle frontiere.


I nonluoghi dell’accoglienza

di Francesco Ferri

La tormentata storia dei centri di accoglienza destinati all'emergenza immigrazione dal comune di Taranto

Taranto, Europa. Il Pala Ricciardi è un’anonima struttura situata nella periferia sud della cittadina Ionica. Una storia come tante in un quartiere periferico di una città del sud: una convenzione per l’utilizzo scaduta, alcuni problemi di agibilità, una lunga querelle tra l’amministrazione comunale e le società sportive che la utilizzavano. Una vicenda di abbandono e indifferenza dai profili così abituali da risultare banale, se non fosse che, da diverse settimane a questa parte, alla stessa struttura è stata attribuita una nuova – informale – destinazione d’uso. Il Pala Ricciardi non è, come il nome lascia facilmente intendere, né un centro d’accoglienza, né una struttura alberghiera, e neanche un luogo attrezzato, nemmeno in senso lato, per ospitare donne e uomini: è, banalmente, un palazzetto dello sport. Nonostante ciò, nell’ultimo mese alcune migliaia di uomini e alcune centinaia di donne – e nelle fasi iniziali anche numerosi bambini – sbarcati dalle navi della Marina Militare nel porto di Taranto nell’ottica dell’operazione Mare Nostrum, sono transitati e/o sono stati ospitati in questo nonluogo, a volte finendo per viverci per lunghi ed estenuanti periodi, nell’attesa di altra destinazione – o della volontaria dispersione nel territorio.

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SCHEDA AUTORE
Vincenzo Montefinese - www.facebook.com/vincenzo.montefinese
Fotocamera: Fujifilm X-Pro1
Obiettivo: Fujinon 18mm

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