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Segnalate qui le proposte per il numero 19 di WJ.
Per candidare un servizio, dovete lasciare un messaggio contenente una breve descrizione della storia/argomento e il link a max 2 immagini (IMPORTANTE, non più di 2). Qualora non fosse possibile vedere le fotografie via Web, o nel caso in cui si voglia sottoporre all'attenzione l'intero servizio, potete mandarne l'anteprima a selezione@witnessjournal.net
Scadenza 10 Gennaio 2009
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Le suore della Misericordia, o meglio conosciute come le suore di Madre Teresa di Calcutta, sono presenti in ogni parte del mondo. La loro missione è di stare con i poveri, con gli ultimi e con quanti sono emarginati dalla società. La loro opera è presente anche in occidente, dove le condizioni medie di vita sono di gran lunga migliori di quelle del continente Africano, Asiatico e Sud-americano. Anche nella città eterna di Roma sono presenti dagli anni 60, e da allora fanno un lavoro silenzioso sfamando i senza tetto, curando i malati e accudendo i malati terminali di AIDS. Ciò che spinge queste donne a dedicare integralmente la propria vita al loro Dio è la fede. Questo reportage documenta una delle tappe principali per la vita di una suora all'interno della congregazione di Madre Teresa: l'accoglienza dei voti perpetui. Donne provenienti da tutto il mondo pregano, studiano e lavorano a Roma per alcuni anni e al termine di questo periodo, in una cerimonia religiosa commovente, affidano il loro corpo e la loro anima a Dio. Al termine della cerimonia salutano gli amici e i parenti, consapevoli che per molto tempo non potranno più rivederli. La mattina seguente, ricevuta la destinazione finale, obbedientemente lasciano Roma e si recano là dove è stato chiesto loro di andare al servizio dei poveri.

Ultima modifica di carflamm (17-12-2008 18:46:21)
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Si legge sempre del grande fascino dell'Asia, immensi fotografi come McCurry hanno percorso i suoi colori, le sue sfumature cosi come gli spigoli, chi con la delicatezza del sogno chi con la durezza della realtà più pungente. Il Myanmar racchiude in se molte di queste componenti disponibili allo 'scopritore' in una forma cosi genuina da spiazzare chi non è avveduto. Un pò la religione che induce alla mitiezza, un pò il fatalismo del non possedere nulla e un pò la 'sigillatura' operata dal regime militare, rendono la popolazione predisposta ad una accoglienza e ad un approccio delicato verso lo straniero. Un sorriso e un grazie accolgono ogni foto , che si tratti di invadere la serenità del lavoro in una tessitoria o la durezza del trasporto a spalle del carbone.
Marco Iegri

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La stupida morte
Cenotafio: così si chiama il monumento funebre in assenza del corpo.
Questo gruppo di foto comprende immagini di piccoli monumenti funebri dedicati a deceduti per incidente stradale. Si tratta per lo più di ragazzi e ragazze dell'età di 20 anni, nel pieno della gioventù. Speranze di vita, energie, intelligenze, affetti, violentemente e improvvisamente stroncati.
Mi sono accostato a questo tema perché Palermo, la città nella quale vivo, nella quale sono realizzate queste foto, è stata progressivamente disseminata da una moltitudine di questi cenotafi. Non saprei esattamente dire il perché: se si tratti di una mortalità più elevata che altrove, oppure se è il genius loci, la cultura popolare, a dare sfogo al dolore, a mettere in mostra il lutto con queste modalità. Così la loro presenza diventava per me progressivamente più avvertita: una sensazione contrastante con l'apparente indifferenza con la quale le persone vi passano accanto, con la assurda sensazione di normalità nel vedere queste testimonianze nel pieno della confusione del traffico cittadino. Di qua la decisione di "guardare". 

Carlo Columba
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CUBA A 50
la pellicola, t-max 100, e un solo obiettivo, un 50 mm 1.8. immagini in bianco e nero dall'isola più colorata del mondo. perché qui i colori bisogna "sentirli", così come le emozioni che traspaiono dai volti e dai paesaggi cubani.
gli scatti fermano un tempo che sembra già essere immobile, sospeso fra i miti del passato e le contraddizioni del presente. sorrisi sinceri, sguardi fieri, colmi di dignità, ma anche solitudine, occhi stanchi, affaticati dal sole e dal duro lavoro.
fotografare con moderazione permette di apprezzare al meglio la virtù dell'attesa e della pazienza, raccontando per immagini una quotidianità sorprendentemente reale.
un reportage di storie caraibiche senza tempo che, guardando bene fra il bianco e il nero, brillano vive in tutte le loro sfumature.
Paolo Saglia

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